I report di GA4 da controllare ogni settimana (e-commerce)

Quali report GA4 ecommerce guardare ogni settimana per capire se cresci e dove perdi soldi. I 5-6 che contano, spiegati semplice: cosa vedi, cosa fare.

Apri Google Analytics 4, e dopo dieci secondi ti sei già perso. Menù a sinistra con dieci voci, grafici che non capisci, numeri che cambiano se cambi una tendina, “esplorazioni”, “approfondimenti”, “tempo reale”. La verità è che il 90% di quelle schermate non ti serve per mandare avanti un e-commerce. Te ne bastano cinque o sei, guardati con calma una volta a settimana, per sapere due cose: sto crescendo? e dove sto perdendo soldi?

In questa guida ti dico esattamente quali sono questi report GA4 per l’ecommerce, cosa ti dicono e — soprattutto — cosa fare quando un numero è messo male. Senza diventare un analista.

La risposta diretta: i report GA4 che un e-commerce deve guardare ogni settimana

Se hai un e-commerce, ti bastano questi report di GA4 una volta a settimana:

  1. Acquisizione del traffico — da dove arrivano le persone e quali canali portano vendite (non solo visite).
  2. E-commerce / Monetizzazione — entrate, tasso di conversione e prodotti più venduti.
  3. Percorso d’acquisto (funnel) — a che punto le persone abbandonano prima di comprare.
  4. Pagine e schermate — quali pagine funzionano e quali no.
  5. Confronto tra periodi — stai crescendo o calando rispetto alla settimana o all’anno prima?

Più, se vuoi, una semplice esplorazione per rispondere a una domanda specifica. Tutto qui trovi i percorsi esatti dentro GA4 più sotto. Il resto delle schermate, per ora, ignoralo.

Se non hai ancora chiaro cos’è GA4 e come si distingue dal vecchio Universal Analytics, ti conviene partire da cos’è Google Analytics 4 e poi tornare qui.

Una premessa: prima controlla che i dati siano veri

Prima di leggere qualsiasi report, una raccomandazione che vale più di tutte le altre: assicurati che i dati siano affidabili. Se il tracciamento dell’e-commerce non è configurato bene, ti ritrovi a prendere decisioni su numeri sbagliati, ed è peggio che non avere dati affatto.

Il controllo più rapido lo fai così: prendi le entrate che GA4 ti mostra per la settimana scorsa e confrontale con quelle reali del tuo gestionale o del back-office (Shopify, WooCommerce, il tuo ERP). Se lo scarto è piccolo, qualche punto percentuale, sei a posto. Se GA4 ti mostra metà delle vendite reali, c’è un problema di tracciamento da sistemare prima di fidarti del resto. Tienilo a mente mentre leggi tutto quello che segue.

1. Acquisizione del traffico: da dove arriva chi compra

Dove guardi: menù a sinistra → Report → Acquisizione → Acquisizione di traffico.

Cosa ti dice: da quali canali arrivano le persone sul tuo sito. GA4 li raggruppa in categorie chiamate canali di default: ricerca organica (chi ti trova su Google senza pagare), ricerca a pagamento (Google Ads), social organico, social a pagamento (le tue campagne Meta), email, accesso diretto (chi digita il tuo indirizzo), referral (link da altri siti).

Il trucco è non fermarti alle visite. Quella tabella, di default, ti mostra quante sessioni porta ogni canale. Ma a te non interessa chi porta più traffico: ti interessa chi porta più soldi. Quindi aggiungi le colonne che contano davvero: acquisti ed entrate. Le trovi tra le metriche disponibili nella tabella.

A quel punto la storia cambia. Capita spessissimo di scoprire che il canale che porta più visite (magari il social organico) genera pochissime vendite, mentre un canale “piccolo” come l’email porta una fetta enorme di fatturato. È lì che capisci dove sta il valore vero.

Cosa fare se è messo male:

  • Se un canale a pagamento (Google Ads, Meta) porta tanto traffico ma poche entrate, stai bruciando budget: rivedi targeting, pagine di destinazione o l’offerta.
  • Se l’organico (SEO) è quasi a zero, hai un’opportunità lasciata sul tavolo: il traffico gratuito è quello con il margine migliore.
  • Se vedi una marea di traffico “diretto” o “non assegnato”, spesso è un sintomo di tracciamento o consenso configurato male, non di clienti affezionati. Vale la pena indagare.

2. Monetizzazione: entrate, conversioni e prodotti top

Dove guardi: Report → Monetizzazione → Panoramica dell’e-commerce (e poi Acquisti dell’e-commerce per il dettaglio prodotti).

Cosa ti dice: è il cruscotto economico del tuo negozio. Qui trovi le tre cifre che dovresti sapere a memoria ogni settimana:

  • Entrate totali — quanto hai fatturato (secondo GA4).
  • Tasso di conversione e-commerce — la percentuale di visite che si è trasformata in un acquisto. Per un e-commerce, parlare di un valore intorno all’1-3% è normale; sotto l’1% c’è quasi sempre qualcosa da sistemare.
  • Prodotti più venduti — quali articoli generano davvero il fatturato, per quantità e per entrate.

La sezione Acquisti dell’e-commerce ti mostra anche un dato prezioso: quanti utenti hanno visto un prodotto, quanti l’hanno aggiunto al carrello e quanti l’hanno comprato. Da qui leggi a colpo d’occhio se un prodotto attira ma non converte.

Cosa fare se è messo male:

  • Tasso di conversione basso e in calo: il problema è quasi sempre nel sito (prezzi, spedizione, fiducia, velocità) o nella qualità del traffico che porti, non nel prodotto in sé.
  • Un prodotto molto visto ma poco comprato: rivedi prezzo, foto, descrizione, recensioni, disponibilità.
  • Pochi prodotti che fanno l’80% del fatturato: normale, ma è un segnale per proteggerli (scorte, campagne dedicate) e per spingere quelli a margine più alto.
Tieni d'occhio anche la qualità del dato

Se le entrate qui dentro non somigliano a quelle del tuo gestionale, prima di trarre conclusioni torna alla premessa: probabilmente è un problema di configurazione dell’e-commerce in GA4, non di vendite andate male.

3. Percorso d’acquisto: dove le persone abbandonano

Dove guardi: Report → Monetizzazione → Percorso di acquisto (e Percorso di check-out per il dettaglio finale).

Cosa ti dice: è il report più sottovalutato e, secondo me, uno dei più utili in assoluto. Ti mostra il funnel, cioè l’imbuto: quante persone passano da una fase all’altra del processo d’acquisto. In genere: sessione → visualizzazione prodotto → aggiunta al carrello → inizio check-out → acquisto.

A ogni passaggio, una parte di persone se ne va. È normale. Quello che ti interessa è capire dove se ne va troppa gente tutta insieme. Quel gradino dove il numero crolla all’improvviso è dove stai perdendo soldi.

Un esempio concreto: se su 100 persone che aggiungono al carrello solo 20 iniziano il check-out, hai un buco enorme tra carrello e check-out. Magari le spese di spedizione appaiono solo lì e spaventano la gente, o il pulsante per procedere non è chiaro. Recuperare anche metà di quel buco vale più di qualsiasi nuova campagna.

Cosa fare se è messo male:

  • Crollo tra prodotto e carrello: problema di pagina prodotto (prezzo, disponibilità, fiducia).
  • Crollo tra carrello e check-out: quasi sempre costi di spedizione a sorpresa, obbligo di registrazione, o un carrello poco chiaro.
  • Crollo dentro il check-out: troppi campi, pochi metodi di pagamento, errori nel processo. Provalo tu stesso da telefono e cronometra.

4. Pagine e schermate: cosa funziona e cosa no

Dove guardi: Report → Coinvolgimento → Pagine e schermate.

Cosa ti dice: quali pagine del tuo sito vengono viste di più, quanto tempo ci passano le persone e — se ci aggiungi le colonne giuste — quante entrate generano. È la mappa di cosa attira attenzione e cosa no.

Anche qui, come per l’acquisizione, il valore arriva quando smetti di guardare solo le visualizzazioni e cominci a incrociare con il comportamento: tempo di coinvolgimento, conversioni, entrate associate. Una pagina molto vista ma da cui tutti scappano dopo due secondi è un problema, non un successo.

Cosa fare se è messo male:

  • Una pagina prodotto importante con tanto traffico ma zero conversioni: rivedila per prima, è quella che ti costa di più.
  • Articoli del blog o pagine informative molto visitate: sono un’occasione per inserire link verso i prodotti giusti.
  • Una pagina chiave che nessuno vede: forse è nascosta nel menù o non arriva traffico. Controlla i percorsi di navigazione.

5. Confronto tra periodi: stai crescendo o no?

Dove guardi: non è un report a parte, è un’impostazione che puoi attivare quasi ovunque. In alto a destra in qualsiasi report, clicca sull’intervallo di date e spunta Confronta.

Cosa ti dice: è la domanda più importante di tutte, e in tanti se la dimenticano. Un numero da solo non dice niente: 5.000 euro di fatturato sono tanti o pochi? Dipende da com’è andata prima. Il confronto te lo dice.

Ti consiglio due confronti fissi ogni settimana:

  • Questa settimana contro la precedente — per il polso immediato di come stanno andando le cose.
  • Questo mese contro lo stesso mese dell’anno scorso — per togliere di mezzo la stagionalità. Confrontare dicembre con novembre non ha senso se vendi regali; confrontare dicembre con il dicembre precedente sì.

Cosa fare se è messo male:

  • Calo netto su un canale specifico: vai a vedere cos’è cambiato (una campagna spenta, un calo di posizionamento su Google, un problema tecnico).
  • Crescita di traffico ma non di entrate: stai attirando le persone sbagliate, o c’è un problema di conversione sul sito.
  • Tutto in calo all’improvviso e senza spiegazione: il primo sospetto è sempre il tracciamento. Controlla che GA4 stia ancora ricevendo dati correttamente.
Confronta sempre periodi omogenei

Confronta settimane con settimane intere e mesi con mesi interi. Se metti a confronto una settimana completa con una ancora in corso, GA4 ti farà sembrare tutto in calo solo perché il periodo non è finito.

6. Un’esplorazione semplice e utile: il funnel personalizzato

Oltre ai report già pronti, GA4 ha una sezione chiamata Esplora dove puoi costruirti viste su misura. Sembra roba da analisti, ma una cosa utile la puoi fare anche tu: un funnel personalizzato per un percorso che ti sta a cuore.

Dove guardi: Esplora → Esplorazione canalizzazione (funnel).

A differenza del percorso d’acquisto standard, qui scegli tu i passaggi. Per esempio: chi è arrivato da una specifica campagna → chi ha visto la pagina di una promozione → chi ha aggiunto al carrello → chi ha comprato. Così misuri se quella promozione sta davvero funzionando, e a quale passaggio perdi le persone.

Non serve farlo ogni settimana. Tienilo per quando hai una domanda precisa: “questa promo sta convertendo?”, “il nuovo flusso di check-out è meglio del vecchio?”. È lì che le esplorazioni valgono il loro tempo.

Quando GA4 da solo non basta: la dashboard dedicata

Tutto quello che ho descritto si fa dentro GA4. Funziona, ma ha un limite: ogni settimana devi aprire cinque o sei schermate diverse, aggiungere le colonne giuste, impostare i confronti. È un rituale che si dimentica facilmente.

Per questo molti e-commerce, a un certo punto, spostano la lettura settimanale su una dashboard dedicata costruita con Looker Studio, lo strumento gratuito di Google che si collega direttamente a GA4. Il vantaggio è semplice: ti costruisci una sola pagina con i numeri che contano — entrate, conversioni, canali, funnel, confronto col periodo prima — e la apri in dieci secondi, sempre uguale, senza dover ricordare dove sta cosa. È molto più probabile che tu la guardi davvero.

Se ti interessa questa strada, ne ho parlato nel dettaglio nella guida sulla dashboard vendite con Looker Studio.

Se un numero non ti torna, fattelo spiegare

Non devi essere un analista per leggere questi report. Se vedi un dato che non capisci o un calo che non ti spieghi, prendi i numeri della schermata, incollali a Claude (o a un’altra AI) e fatti spiegare cosa significano e cosa potrebbe esserci dietro. È un modo veloce per trasformare una tabella muta in una decisione.

La parte operativa: il filtro pronto da incollare

Quasi tutto, in GA4, si fa cliccando. C’è però un dettaglio che torna comodo: ogni report che imposti (con le colonne e i confronti giusti) può essere salvato e ritrovato pronto la settimana dopo, invece di rifarlo ogni volta. Lo fai dal pulsante di condivisione in alto a destra del report → SalvaSalva come nuovo report.

Se invece vuoi portare i dati altrove — per esempio in un foglio o in una dashboard — il modo “tecnico” passa dalle API o da BigQuery. Non è qualcosa che devi saper fare a mano: è una richiesta da girare a uno sviluppatore o da far generare a un’AI. Qui sotto un esempio di richiesta GA4 (Data API) per ottenere entrate e acquisti per canale: passala a chi ti segue il sito e avrai i dati pronti da automatizzare.

ga4-entrate-per-canale.json
{
"dateRanges": [
  { "startDate": "7daysAgo", "endDate": "yesterday" }
],
"dimensions": [
  { "name": "sessionDefaultChannelGroup" }
],
"metrics": [
  { "name": "sessions" },
  { "name": "ecommercePurchases" },
  { "name": "purchaseRevenue" }
],
"orderBys": [
  { "metric": { "metricName": "purchaseRevenue" }, "desc": true }
]
}
A cosa serve questo blocco

Questa è una richiesta alla GA4 Data API che restituisce, per ogni canale di traffico, le sessioni, gli acquisti e le entrate degli ultimi 7 giorni. Non serve che la capisca tu: è il tipo di cosa che consegni a uno sviluppatore (o fai generare a Claude) per alimentare automaticamente un report o una dashboard.

Domande frequenti

Ogni quanto devo guardare i report di GA4?

Per un e-commerce, una lettura settimanale dei report che ho elencato è il giusto equilibrio. Guardarli ogni giorno ti fa reagire a oscillazioni casuali; guardarli una volta al mese ti fa accorgere troppo tardi dei problemi. Una volta a settimana, sempre lo stesso giorno, è il ritmo che funziona.

Qual è il report più importante di tutti?

Se proprio devi sceglierne uno, il percorso d’acquisto (il funnel): ti dice dove stai perdendo soldi, ed è lì che di solito c’è il guadagno più rapido. Subito dopo, il confronto tra periodi, per sapere se la direzione è quella giusta.

Perché le entrate in GA4 sono diverse da quelle del mio gestionale?

Un piccolo scarto è fisiologico: GA4 perde qualche dato per via di ad-blocker, mancati consensi e limiti dei browser. Uno scarto grande (oltre il 10-15%) di solito segnala un problema di configurazione dell’e-commerce in GA4 da sistemare. Fa fede sempre il gestionale per la contabilità; GA4 serve a capire il perché dietro quei numeri.

Devo per forza usare le Esplorazioni?

No. Per la routine settimanale ti bastano i report già pronti. Le Esplorazioni servono quando hai una domanda specifica a cui i report standard non rispondono, come misurare un funnel personalizzato per una singola promozione.

Checklist settimanale di GA4 per il tuo e-commerce

Stampala o salvala. Una volta a settimana, sempre lo stesso giorno:

  • Entrate della settimana — e confronto con la settimana e l’anno prima
  • Tasso di conversione e-commerce — in linea, in salita o in calo?
  • Acquisizione traffico — quali canali portano entrate, non solo visite
  • Percorso d’acquisto — dov’è il gradino dove crolla più gente?
  • Prodotti top — cosa fa il fatturato e cosa attira ma non converte
  • Pagine e schermate — c’è una pagina importante che non funziona?
  • Controllo dati — le entrate GA4 somigliano a quelle del gestionale?

Sette voci, dieci minuti. Non ti serve di più per sapere ogni settimana se il tuo e-commerce sta crescendo e dove sta lasciando soldi sul tavolo. E quando un numero non ti torna, non improvvisare: confrontalo con il periodo prima, controlla che il dato sia pulito, e se serve fattelo spiegare. È così che i report smettono di essere schermate da ignorare e diventano decisioni.

#GA4#Report#Ecommerce#Analytics

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